Tutte insieme controllano gruppi quotati che valgono in Borsa più di 116 miliardi di euro, quasi il 20% del listino italiano in termini di capitalizzazione. Sono le “famiglie” di Piazza Affari, nomi di spicco come Agnelli, Berlusconi o Benetton.
Dinastie storiche che hanno costruito veri e propri imperi e che nell’ultimo anno, per motivi diversi, hanno deciso di ripensare mission e assetti azionari delle società controllate.

